BOMBA ATOMICA DELL’ARCHEOLOGO: NON C’È MAI STATA UNA COLONIZZAZIONE DA PARTE DEI FENICI
la sfrontatezza degli adoratori dei fenici: Tronchetti merito eloquerit
sul quotidiano Unione Sarda del 24/11/2011, alla pag. 46 esce una nota a firma Carlo Tronchetti, con la sottostante dicitura “ex direttore Museo archeologico di Cagliari”, quasi a suggerire al lettore di vedervi uno scritto patente, una lettera aperta dell’autorità.
Avevamo detto una volta, ad aprile 2009, che “i fenici non sono mai esistiti” in un forum di saccenti.

Disponibile presso:
Autore: Tzoroddu, Mikkelj
Editore: Zoroddu, Fiumicino 2010
Formato: 15 x 21 cm
Pagine: 128
ISBN: 978-88-903561-1-7 Prezzo di copertina: € 15,00
- Libreria Cultura Popular, via Nazionale 157, Sant’Antioco (CI)
- Messaggerie Sarde, piazza Castello 11, Sassari
- Cartomedia Cartolibreria, via Enrico Mattei 32-34, Oristano
- Gialus, S.S. 129 km 61,100, Orotelli (NU)
- Cartolibreria Lythos, via Alessandro Manzoni 63/a, Alghero (SS)
- presso l’editore
Autore: Tzoroddu, Mikkelj
Editore: Zoroddu, Fiumicino 2010
Formato: 15 x 21 cm
Pagine: 128
ISBN: 978-88-903561-1-7 Prezzo di copertina: € 15,00
La quasi sempre tediosa congerie di concetti, espressi negli scritti che riguardano l’argomento “fenicio”, uniti alla inammissibile pretesa di dichiarare una presenza di “fenici” in Sardegna, ha indirizzato i nostri studi ad analizzare con crudezza le fossili opinioni dei più.
Nell’ambito più generale della contemplazione, di cui sono stati oggetto “i fenici”, abbiamo trovato delle macroscopiche falle sulla pretesa di fare di essi un popolo, unita ad una cronica incapacità nell’individuarli quali soggetti storici, oltre una dichiarata impotenza a trovare una loro regione di appartenenza. Certo anche con l’ausilio d’una decina di autori che gridano solitari nel deserto.
In relazione allo specifico ambito riguardante la Sardegna, coloro che se ne occupano, nulla conoscono delle sue vicende preistoriche, nelle quali i suoi Abitatori espressero una dominanza culturale, tecnologica ed imprenditoriale sul Mediterraneo: tali impreparati pensatori, solo concentrati sui loro piccoli cocci, pretenderebbero fare schiavi quei dominatori, di impreparati, impauriti e sparuti gruppi di “vu cumprà” raminghi per il Mediterraneo. Ossessionati dalla lettura feniciomane dei dati, mentre ne percepiscono una sola parte, forniscono erronee interpretazioni che sono anche costretti a rimangiarsi.

Disponibile presso le librerie della Sardegna e presso l’editore
Tipo: Monografia, Testo a stampa, Illustrato
Autore: Tzoroddu, Mikkelj
Editore: Zoroddu, Fiumicino 2008
Formato: 15 x 21 cm
Pagine: 196
ISBN: 978-88-903561-0-0 Prezzo di copertina: € 20,00
Biblioteche in cui è presente kircandesossardos
Collegamenti utili
gianfrancopintore.blogspot.com
Tipo: Monografia, Testo a stampa, Illustrato
Autore: Tzoroddu, Mikkelj
Editore: Zoroddu, Fiumicino 2008
Formato: 15 x 21 cm
Pagine: 196
ISBN: 978-88-903561-0-0 Prezzo di copertina: € 20,00
Biblioteche in cui è presente kircandesossardos
Collegamenti utili
gianfrancopintore.blogspot.com
kircande sos sardos è, paradossalmente, un titolo particolarmente attuale.
Nonostante stiamo vivendo il terzo millennio dell’era volgare, il passato remoto dei Sardi e della loro terra è ancora nascosto dal buio che avvolge i fatti dimenticati. Essi sembrano cancellati dalla memoria collettiva quasi che l’io della comune coscienza, abbia ritenuto di rimuoverli come qualcosa di pauroso in grado di turbare il quieto vivere.
Se è vero che Cicerone, per motivi che attengono alla propria sfera personale, ci ha tramandato un negativo quadro della popolazione sarda, è altrettanto vero che mai nessuno, che abbia voluto scrivere alcunché sui Sardi, non li abbia tacciati d’inferiorità verso tutti.
Dalla lettura dei testi di storia sarda si apprende che il passato della Sardegna non ebbe mai nulla di glorioso, ma al contrario fu perennemente legato a decine di secoli di grandi umiliazioni: colonizzazioni culturali, sconfitte militari, perdita di identità. Ma un Vero Sardo non può credere che tale fosse la realtà. Sa bene che ciò che s’immagina dalla sommità del nuraghe è qualcosa di grandioso, un vissuto senza pari.
Il testo, percorrendo vie inesplorate, riporta in luce il passato del Sardo, restituendogli quella grandezza che ne ha fatto il protagonista del Mediterraneo nel Paleolitico superiore.
Nonostante stiamo vivendo il terzo millennio dell’era volgare, il passato remoto dei Sardi e della loro terra è ancora nascosto dal buio che avvolge i fatti dimenticati. Essi sembrano cancellati dalla memoria collettiva quasi che l’io della comune coscienza, abbia ritenuto di rimuoverli come qualcosa di pauroso in grado di turbare il quieto vivere.
Se è vero che Cicerone, per motivi che attengono alla propria sfera personale, ci ha tramandato un negativo quadro della popolazione sarda, è altrettanto vero che mai nessuno, che abbia voluto scrivere alcunché sui Sardi, non li abbia tacciati d’inferiorità verso tutti.
Dalla lettura dei testi di storia sarda si apprende che il passato della Sardegna non ebbe mai nulla di glorioso, ma al contrario fu perennemente legato a decine di secoli di grandi umiliazioni: colonizzazioni culturali, sconfitte militari, perdita di identità. Ma un Vero Sardo non può credere che tale fosse la realtà. Sa bene che ciò che s’immagina dalla sommità del nuraghe è qualcosa di grandioso, un vissuto senza pari.
Il testo, percorrendo vie inesplorate, riporta in luce il passato del Sardo, restituendogli quella grandezza che ne ha fatto il protagonista del Mediterraneo nel Paleolitico superiore.